ZERO FUCKS GIVEN – ROUNDUP

 

ENG

This is the remake of an old demo, which was recorded in 2013 by “Zero Fucks Given“, the band previous project. Considering the changes occurred in the project itself, the band decided to realize a compilation of all the tracks produced during the years in the previous band before starting to relese new ZERO material. The album, called just like the old band, contains the 5 original tracks completely rerecorded and remixed by Tommaso Corrà in the autumn of 2016. In addition, three more songs were added: “The Payment“, released like a single after the original demo and recorded by Death Lab Studio (VR); “Seven“, the last song composed by the old band and recorded at Revolution Studio (Molvena) in 2016; “Intro“, a song never recorded before that was used as Intro in live sessions.

ITA

Il lavoro è stato registrato nella sua prima versione nell’estate del 2013 come una demo dal titolo “We Identify the Unknown” della praticamente neoformata band, all’epoca chiamato “Zero Fucks Given”.

Tale nome si riferiva all’atteggiamento di indifferenza da adottare per raggiungere i propri obiettivi, ignorando i giudizi negativi e distruttivi altrui e perseguendo le proprie mete.

L’idea del gruppo era nata in realtà nel 2010 come un piccolo progetto fra amici, poi evolutosi con vari cambi nella lineup e la realizzazione di un repertorio proprio. Mossi dalla voglia di suonare ma limitati da ridotte disponibilità economiche, la scelta per le registrazioni è ricaduta su un piccolo studio casalingo a Vicenza, ora non più esistente. Le copie, realizzate e diffuse in maniera quasi completamente autonoma, sono state circa un centinaio, stampate in due tranche da 50 cd l’una. La seconda tranche di copie includeva anche “The Payment”, appena pubblicata come singolo. La copertina del disco raffigura un vecchio lanificio, abbandonato e decadente da anni, nei pressi del quale la band e altri amici hanno trascorso giornate intere negli anni in cui sono state composte le prime canzoni. Nel lavoro originario l’immagine appariva in bianco e nero, mentre appare ora a colori nella nuova raccolta.

I 5 brani che costituivano la demo originale sono stati completamente riregistrati dalla band e mixati da Tommaso Corrà durante l’autunno 2016, includendo anche una revisione dei testi e di alcune linee strumentali e vocali. Questi vanno a costituire il fulcro del disco e sono “First in the Line“, “Youseless“, “Wrong Choiches“, “Divided” e “We Identify the Unknown“. A questi brani sono stati aggiunti “Intro“, un piccolo brano mai registrato prima che veniva utilizzato per l’apertura dei live, “The Payment“, pubblicata come singolo con un video qualche tempo dopo la pubblicazione della demo e registrata al Death lab Studio di Verona e “Seven“, l’ultimo brano composto dalla medesima formazione che aveva composto la demo originaria, registrato al Revolution Studio di Molvena.

Sembrava doveroso creare una raccolta contenente tutta la produzione di quelli che sono stati gli “Zero Fucks Given” dopo il cambiamento di formazione e di genere avvenuto nei primi mesi del 2016 e prima di rilasciare l’album del nuovo progetto ZERO.

I testi, considerando il periodo in cui sono stati scritti, cercano di andare a descrivere quelle che sono le sensazioni ed i pensieri di chi crescendo giunge ad affacciarsi sulla vita adulta pur sentendo di non appartenervi ancora completamente, con le inadeguatezze e i dolori che questo comporta.

 

Intro cerca di descrivere la sensazione di impotenza che si prova quando eventi fuori dal nostro controllo ma di vasta portata emotiva ci sconquassano. Questi eventi possono essere di vario genere, dalle scene di una guerra in corso alla perdita di una persona cara. Tali situazioni possono generare emozioni di vario genere, come la tristezza nel sentirsi estremamente infimi e il desiderio di abbandonare il tutto ma che, per quanto atroce possa diventare, non sembra essere mai sufficiente a giustificare l’atto di andarsene.

 

First in the Line è stata la prima canzone ad essere composta, e dunque quella che temporalmente si colloca più lontana dal momento attuale. Il testo cerca di sottolineare quella che è la finitezza della vita, cosa a cui si cerca di evitare di portare l’attenzione. Ricordando che il tempo a disposizione è estremamente limitato anche se può sembrare il contrario, cerca di evidenziare la necessità di produrre per quanto possibile qualcosa che possa essere lasciato indietro per essere ricordati o per portare del bene a qualcuno in qualche forma anche quando il nostro tempo sarà passato, senza lasciarsi demoralizzare da un mondo in costante decadenza che sembra farci tendere a quanto tutto vano.

 

Youseless tenta di portare la consapevolezza di essere solamente di passaggio, e perciò di non credere di essere realmente padroni di qualcosa, ma di soppesare anzi le proprie azioni ricordando sempre chi verrà dopo di noi. In questo senso si pone in netto contrasto con un’economia basata sullo sfruttamento indiscriminato di ogni genere di risorsa al fine di accumulare ricchezza materiale, ricchezza che non varrà nulla quando non vi saremo più e che anzi avrà prodotto danni irreparabili per chi rimane e chi, nuovo, giunge.

 

Wrong Choices cerca di affrontate il percorso di crescita, nel quale gioca un ruolo fondamentale accettare il fatto che esistano infinite possibilità ed infinite strade percorribili e soprattutto che sia impossibile percorrerle tutte: fare delle scelte e decidere che sentiero percorrere diventa perciò cruciale in una vita fatta di incroci tanto quanto lo è accettare le scelte compiute e cercare di non tormentarsi chiedendosi cosa sarebbe accaduto affrontando un percorso differente. Sottolinea ancora una volta il fatto che il tempo a nostra disposizione sia limitato, e come sia fondamentale cercare di farne il meglio possibile, sfruttandolo appieno. Il testo va inoltre a porre l’accento su come sia a volte preferibile rinunciare ad una gioia immediata ma momentanea e concentrarsi invece su cose che al momento sono dolorose ma che porteranno a gioie più grandi in futuro: essere felici ora vivendo leggermente ma poi soffrire per non aver ottenuto ciò che si voleva dalla vita potrebbe essere una prospettiva peggiore sulla lunga durata, che vale la pena considerare prima di prendere le proprie decisioni. Infine, il testo tratta anche di come durante la giovinezza spesso trovandosi ad affrontare questo genere di questioni le persone siano perse e rabbuiate, ma vengano spinte anziché a parlare dei loro tormenti invece a celarli, in nome di un presunto standard che afferma che questi anni dovrebbero essere i più felici.

 

Divided si pone ancora una volta in contrasto con lo stato di cose del mondo attuale, invitando a superare la confusione e lo sconforto che da questa situazione possono generare e a combattere uniti per il diritto ad un futuro migliore, piuttosto che cadere nelle trappole tese a dividerci e a metterci gli uni contro gli altri sprecando le nostre energie a combatterci su falsi problemi credendo che questa sia la vera soluzione, mentre i veri guai vanno peggiorando senza alcun argine.

 

We Identify the Unknown riprende in parte concetti espressi anche negli altri brani, come il fatto che il tempo sia limitato e come gli eventi fuori dal nostro controllo ci possano destabilizzare, ma va ad approfondire come spesso ciò che è ignoto ci limiti ed impedisca di sviluppare appieno il nostro potenziale: lasciare la nostra zona di comfort per tuffarci nell’ignoto è qualcosa che viene percepito come pericoloso, e restii al cambiamento come naturalmente siamo, rimaniamo bloccati in situazioni che, sebbene non siano la cosa migliore, ci facciamo andare comunque bene. In questo gioca un ruolo fondamentale anche chi ci sta intorno: è perciò di vitale importanza, se si vuole uscire dal circolo vizioso, estromettere dalle nostre vite anche chi ostacola il realizzarsi dei cambiamenti. Gettarsi con positività nell’ignoto è la regola imprescindibile per cogliere al meglio le occasioni di cambiamento e sviluppare appieno il proprio essere. Questo concetto, includendo e interconnettendo in sé tutti gli altri, pareva all’epoca il più adatto a dare il titolo all’intera demo.

 

The Payment è l’espressione di un momento di nichilismo, in cui tutto appare vano e inutile. Oltre a descrivere la frustrazione che deriva da questa condizione rispetto alla vita in sé, riprende temi già descritti come quello della necessità di preservare l’ambiente, e soprattutto sottolinea come ci si ritrovi alla fine sempre a pagare i propri debiti, senza fuga e senza eccezione alcuna.

 

Seven è stata l’ultima canzone ad essere realizzata, e quella temporalmente più vicina al momento attuale. Data la differenza di genere rispetto al resto della produzione, anche il testo tocca temi in parte differenti rispetto alla demo: Anzitutto il testo parla della separazione da persone con cui si è condiviso molto che si verifica in maniera improvvisa, e che poi rimangono inevitabilmente nelle nostre vite attraverso i ricordi ed i piccoli dettagli pur non essendo presenti direttamente. Questi ricordi non possono essere agevolmente rimossi ed è necessario conviverci per poter finalmente rivedere un nuovo inizio. A questo si collega di nuovo il tema della crescita, o meglio dell’impressione di non crescere nonostante il tempo passi, di invecchiare solamente senza crescere davvero. Si cerca il cambiamento ripetendo sempre le stesse azioni, ma da queste non può nascere nulla di differente da quanto già si vive. Realizzare tutte queste cose potrebbe portare notevoli miglioramenti nella condizione umana di tutti i giorni, permettendoci di vedere un po’ più in là dei nostri problemi e di raggiungere una nuova e più profonda consapevolezza della vita per come la percepiamo.